“Nel corso della recente conferenza del maggio 2005 “The Neuroscience and Music II”, Lipsia, lo psicologo Glenn Schellenberg ha presentato i risultati di una ricerca1 che ha previsto la somministrazione di identici test di intelligenza a tre gruppi (per un totale di 144 campioni di 6 anni):
il primo composto da bambini che hanno frequentato corsi di strumento, un altro composto da alunni che hanno frequentato un corso di drammaturgia, mentre l’ultimo gruppo non ha frequentato nessuna attività extrascolastica nell’ultimo anno. La crescita del QI tra i bambini “musicisti” è parsa significativamente maggiore.
Anche gli studi sugli apprendimenti complessi da parte di musicisti esperti lasciano evincere come lo studio di uno strumento porti a un riarrangiamento delle mappe di rappresentazione motoria e sensitiva e delle loro connessioni, così come, probabilmente, a molti cambiamenti microstrutturali e ottimizzino le funzionalità cerebrali.”2 In particolare, una ricerca ha evidenziato come somministrando un esercizio per tastiera a 5 dita, da svolgere per due ore al giorno, ad adulti non musicisti, l’area corticale collegata con il movimento delle dita mostrasse un incremento significativo in 5 giorni (Pascual, Leone 2001)3.
Note:
- 1http://www.erin.utoronto.ca/~w3psygs/MusicLessons.pdf
- 2“Manuale di Musicoterapia”, Gianni Nuti (AA. VV.), Ed. Cosmopolis 2011, p. 71
- 3http://tmslab.org/wp-content/files/PascualLeone_MUSICBRAIN_NYAcadSci.pdf
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